Tutto quello che c’è da sapere sulla differenza tra arrampicata e scalata: miti e realtà

La parola “varappe” torna regolarmente nelle conversazioni sulla scalata, spesso usata come sinonimo diretto di arrampicata. I due termini, tuttavia, designano realtà che si sono progressivamente allontanate nel corso dei decenni, al punto che uno è quasi scomparso dal vocabolario tecnico mentre l’altro oggi struttura una disciplina olimpica.

Varappe: un toponimo ginevrino diventato nome comune

La storia della parola inizia ai piedi del Salève, vicino a Ginevra. La Varappe designa un corridoio roccioso dove arrampicatori svizzeri si ritrovavano alla fine del XIX secolo per praticare l’ascensione di pareti. Il nome del luogo ha finito per designare l’attività stessa, poi si è diffuso in tutto lo spazio francofono.

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Questo spostamento da un toponimo a un nome comune non ha nulla di eccezionale in francese (si pensi alla parola “champagne” o “cognac”), ma ha avuto una conseguenza duratura: per diverse decadi, varappe era il termine standard per parlare di arrampicata su roccia nei paesi francofoni. I club alpini, i manuali di montagna e la stampa generalista lo usavano comunemente.

Per comprendere la differenza tra varappe e arrampicata, bisogna risalire a quell’epoca in cui le due parole coesistevano senza che nessuno sentisse il bisogno di distinguerle. La varappe designava la pratica concreta su roccia, l’arrampicata il movimento più generale di ascesa.

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Arrampicatore in sala di blocco che analizza una via su muro d'arrampicata interno colorato

Arrampicata e varappe nei testi ufficiali francesi

Un indicatore affidabile dello stato di un termine sportivo è la sua presenza nei testi normativi. Su questo piano, il riscontro è chiaro: la parola varappe è scomparsa dai riferimenti ufficiali dagli anni 2010. I diplomi di Stato, le schede RNCP e i testi del ministero degli Sport francesi utilizzano esclusivamente “arrampicata” per designare la pratica in corda su roccia o in sala.

Questa scomparsa amministrativa non è da sottovalutare. Riflette una scelta della Federazione francese della montagna e dell’arrampicata (FFME) e delle istanze sportive di strutturare la disciplina attorno a un vocabolario unificato. L’arrampicata comprende oggi la via, il blocco, la velocità, la falesia, la sala, il terreno d’avventura. La varappe, invece, non corrisponde a nessuna categoria federale.

Una parola assente dalle pagine pratiche recenti

L’analisi dei contenuti pubblicati dalle federazioni, dalle grandi sale commerciali e dai media specializzati tra il 2020 e il 2024 conferma questa tendenza. Varappe non appare più nei topos, nelle offerte commerciali né nei social media degli attori del settore. Le sale come Arkose o Climb Up, le riviste come Grimper o La Fabrique Verticale utilizzano sistematicamente “arrampicata”, “scalata”, “blocco” o “via”.

Quando la parola varappe riemerge, è quasi sempre in un registro nostalgico, storico o letterario. Un articolo che ripercorre la storia dell’alpinismo, un podcast culturale, un romanzo: ecco i contesti in cui il termine continua a vivere.

Perché “varappe” persiste nel linguaggio comune

Nonostante il suo offuscamento nei circoli tecnici, la parola rimane sorprendentemente vivace nel francese quotidiano. Molti non arrampicatori dicono “fare varappe” per descrivere un’escursione con passaggi rocciosi, una via ferrata o anche una semplice salita ripida. Questo scostamento tra uso popolare e uso specializzato merita di essere considerato.

Vari fattori spiegano questa persistenza:

  • La parola suona francese, a differenza di “blocco” o “bouldering”, e evoca immediatamente la montagna e la roccia senza necessitare di contesto aggiuntivo.
  • I dizionari di uso comune (Larousse, Robert) continuano a riferirla come sinonimo di arrampicata su pareti rocciose, il che mantiene l’idea di un’equivalenza stretta.
  • Nel linguaggio comune, varappe è scivolata verso un significato non tecnico: designa qualsiasi progressione su terreno scosceso, comprese situazioni che non hanno nulla a che fare con l’arrampicata sportiva o l’alpinismo.

Questo spostamento semantico crea un malinteso ricorrente. Qualcuno che afferma di aver “fatto varappe” durante un’escursione nelle Calanques non parla della stessa attività di un arrampicatore che affronta vie in falesia. La parola varappe non porta più alcuna indicazione di livello, tecnica o attrezzatura, mentre “arrampicata” rimanda a un contesto preciso con valutazioni, norme di sicurezza e pratiche codificate.

Duo di arrampicatori in falesia calcarea esterna con imbraghi e caschi, pratica dell'arrampicata in cordata

Varappe e arrampicata: cosa il vocabolario rivela della disciplina

Il progressivo rimpiazzo di “varappe” con “arrampicata” non è solo una questione di moda lessicale. Accompagna una trasformazione profonda della pratica. L’arrampicata si è strutturata come sport a sé stante, con il suo ingresso nei Giochi olimpici, i suoi circuiti di competizione, le sue sale dedicate in ambito urbano. La varappe, invece, rimandava a un’epoca in cui arrampicare su roccia era ancora una componente dell’alpinismo, non una disciplina autonoma.

Tre indicatori illustrano questo passaggio:

  • La moltiplicazione delle sale di arrampicata in Francia ha fatto scoprire la scalata a un pubblico che non ha mai messo piede in montagna. Per questi praticanti, la parola varappe non evoca nulla.
  • I sistemi di valutazione (dal 3a al 9c), le norme di attrezzatura delle vie sportive e i protocolli di sicurezza in sala hanno creato un linguaggio tecnico in cui “varappe” non ha posto.
  • L’arrampicata di velocità, disciplina olimpica da Tokyo, non ha alcun legame con ciò che storicamente designava la varappe.

Usare “varappe” per parlare dell’arrampicata contemporanea equivale a usare “velocipede” per designare una bicicletta da corsa in carbonio. Il referente esiste ancora vagamente, ma il divario tra la parola e la realtà tecnica è diventato troppo ampio perché il termine rimanga operativo.

La varappe appartiene ormai alla storia della lingua sportiva francofona. Ha nominato una pratica in un momento in cui questa non aveva ancora una struttura propria. L’arrampicata, codificandosi, ha reso obsoleto questo termine in tutti i contesti in cui la precisione conta, lasciandolo vivere nella conversazione ordinaria, dove nessuno chiede una valutazione.

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